This post is also available in
Italiano
Español (Spagnolo)
Nel periodo che stiamo attraversando, è fondamentale prestare attenzione allo stato interiore in cui ti trovi. La coscienza della vittima sta lasciando il posto alla coscienza della creazione. Tuttavia, questo processo non avviene automaticamente: nulla cambierà senza la tua partecipazione attiva. È necessario compiere uno sforzo consapevole per liberarsi definitivamente dalle condizioni di vittima.
Ogni minuto, sii consapevole di chi sei, di ciò che senti e da cosa sono guidate le tue decisioni e azioni. Per facilitarti il compito, ho evidenziato le caratteristiche principali che riguardano la coscienza della vittima.
Se sei nuovo ai temi della spiritualità, questo materiale ti servirà da guida su come non agire e in quali stati è dannoso rimanere. Per chi ha più esperienza, aiuterà a riconoscere il momento giusto per passare dalla coscienza della vittima alla frequenza della propria Anima.
Lista di controllo per determinare la condizione di vittima
Presta attenzione alle aree della vita in cui continui a sbagliare e in quali di queste padroneggia la condizione di vittima. Conoscendo i sintomi, sarà più facile per te capire quando stai “fallendo”, per uscire il prima possibile dal buco della 3D.
1. Lamentele su vita, salute e governo
Questo è un “classico”. Non appena noti che ti stai lamentando, renditi conto che è la vittima a parlare dentro di te. Chiediti: Cosa non ho fatto per me stesso, o cosa non voglio fare, per migliorare la mia condizione? Sei insoddisfatto delle decisioni del governo? Chiediti: Cosa posso fare nelle condizioni attuali? Come posso usare queste circostanze a mio vantaggio?
2. Offesa e Risentimento
Quando sei sopraffatto dalle offese, non riesci a guardare la situazione da un’altra prospettiva. Finché resti offeso, i tuoi pensieri ruotano attorno a una sola cosa. Ti blocchi in questo stato e la vita inizia a plasmarsi in base alle emozioni del risentimento. Che futuro puoi creare quando sei offeso?
3. Accuse e sensi di colpa
Chi si lamenta delle altre persone si trova nello stato di vittima. Si arrabbia perché gli altri non soddisfano le sue aspettative o i suoi requisiti. Si indigna. Spesso, dietro le accuse si nascondono sensi di colpa. La persona trasferisce la colpa su qualcun altro per qualcosa che lei stessa non sta facendo giustamente: “È tutta colpa sua!”. Se vuoi liberarti dalle lamentele e dai sensi di colpa, poniti la domanda: Cosa sto nascondendo a me stesso? Per cosa mi sento in colpa? Accetta te stesso; senza questo passaggio non puoi avanzare.
4. Paura, ansia, panico
In uno stato di paura è impossibile pensare in modo costruttivo o prendere decisioni adeguate. Più resti nel panico, più la mente si offusca. In questo stato, rischi di commettere sciocchezze. Una domanda che ti aiuterà a cambiare prospettiva è: Il panico mi aiuta a risolvere il problema?
5. Il senso di nullità (“Non sono degno”, “Sono piccolo”)
La condizione di nullità ci limita in tutto. In questo momento, credi di non meritare nulla e ti confronti con gli altri, ma non per il tuo bene. Ricorda che con te ci sono sempre le tue Guide Spirituali, gli Angeli e tutti i tuoi antenati. Sono con te tutto il tempo, e in questi momenti il loro aiuto è particolarmente necessario. Prova a sentire la loro presenza o immagina che siano accanto a te proprio ora, che ti abbraccino e ti avvolgano con l’energia divina dell’amore. Qualunque cosa accada, loro sono vicini. Basta non dimenticarlo.
Esercizio: Immagina di avere in testa una bellissima corona d’oro, cosparsa di pietre preziose. Richiama spesso questa sensazione, specialmente nei momenti in cui ti senti insicuro. Lo stato di bassa autostima sarà sostituito dalla consapevolezza del tuo valore. Una Regina o un Re non possono essere inutili o indegni.
6. Ostilità verso il mondo
La vittima vede nemici in tutte le persone; vive in tensione, costantemente in attesa di un attacco. Questo atteggiamento consuma un’enorme quantità di energia. Per alcune persone, questo comportamento diventa un’abitudine e, infine, uno stile di vita. Se non si ferma questo meccanismo, si mettono a rischio le proprie risorse, la salute e il benessere.
Pratica: Concentrati sul tuo cuore e immagina lì un sorriso. Mantieni questa visualizzazione per un po’. Esegui questo esercizio da solo e poi, quando sei pronto, vai tra la gente portando con te la consapevolezza di questo sorriso. Se applichi regolarmente questa pratica, sentirai rilassamento, la tua ostilità svanirà e noterai che le persone diventeranno più favorevoli nei tuoi confronti.
7. Irritazione, rabbia, maleducazione
Se rimani a lungo nelle emozioni negative, permetti alla coscienza della vittima di rientrare dentro di te. La manifestazione frequente di queste emozioni può essere il risultato dell’incapacità di difendere i propri confini a causa dell’insicurezza, dell’incapacità di lasciare andare il controllo sulla situazione o della mancanza di volontà ad accettare che non tutto può svilupparsi come vorresti. Fai attenzione a quale situazione reagisci con un’ondata di negatività: molto ti sarà chiaro.
8. Scuse e convinzione di non poter agire
Se noti che ti giustifichi spesso, cercando motivi per non fare ciò che hai programmato, in quel momento sei preda della coscienza della vittima. Pensa a cosa ti ferma, di cosa hai tanta paura. Cosa succederà se continuerai a rimandare la soluzione di cose importanti per te?
9. Giudicare se stessi e gli altri
Quando giudichi te stesso o qualcun altro, passi dalla tua “verticale” all’”orizzontale”. Ti butti indietro nel tuo sviluppo. È più facile giudicare gli altri che alzarsi in piedi e fare qualcosa di utile per se stessi. Se ti accorgi di giudicare, fermati e pensa al motivo per cui lo stai facendo: che tipo di problema hai tu che stai proiettando?
10. Impotenza (“Non posso fare nulla”, “È tutto inutile”)
L’impotenza può esprimersi sia come disperazione, sia come rilascio di aggressività. Gli scoppi di rabbia con cui ti sfoghi sui tuoi cari nascono proprio dall’impotenza. Nascono dal fatto che non vedi una via d’uscita. Questo è lo stato puro della vittima. Ricorda che hai sempre una risorsa per risolvere il problema che ti infastidisce. Hai raggiunto l’impotenza solo perché hai cercato una via d’uscita restando aggrappato al problema. Questo è un segno che devi trasferire la soluzione del problema ai tuoi Aspetti Superiori. Fallo.
11. Rimanere concentrati sull’accaduto (Vivere nel passato)
Ripassi mentalmente l’evento all’infinito. Cosa faresti, cosa diresti, se ci fosse l’opportunità di riavvolgere il nastro. Così facendo, vivi nel passato. La situazione è già accaduta. Smettila di rimanere in questa palude. È tempo di accettare la situazione e passare alla fase successiva: capire perché è successo, imparare le lezioni e agire da questo nuovo punto.
Nota Bene: Non tutte le manifestazioni negative indicano che sei bloccato in uno stato di vittima. Siamo venuti qui per provare l’intera gamma di sentimenti, inclusi quelli negativi. Hai il diritto di vivere qualsiasi emozione. Se sei offeso, permetti a te stesso di offenderti; se hai qualche lamentela su una persona cara, renditi conto di avere il diritto di farlo. Datti il tempo di stare in questo stato: trenta minuti, un’ora o due. Dopotutto, siamo tutti esseri umani! Ma non restarci a lungo.
Condividi, per favore, nei commenti in quali ambiti permetti ancora alla coscienza della vittima di guidarti.
This post is also available in
Italiano
Español (Spagnolo)


Responses